Partiamo dalla terra. La prima fase da affrontare nella preparazione di un orto sinergico riguarda proprio il suolo.

Il terreno che abbiamo deciso di lavorare ospitava l’orto tradizionale dei nostri nonni ed è rimasto a riposo negli ultimi due anni. Al suo interno, nel periodo di riposo, sono cresciute “erbacce”, pomodori che hanno ripreso vita da semi rimasti nel terreno, ortica, portulaca e tante altre specie ci hanno aiutato in qualche modo a rinnovare il terreno. È importante sottolineare che si tratta di un suolo argilloso, non particolarmente fecondo e molto difficile da lavorare.

Nel nostro paese c’è un detto che sconsiglia di acquistare terreni nella nostra contrada.

Ma nonostante il sapere popolare noi questa terra abbiamo e questa terra coltiviamo! Per farlo ci siamo armati di tanta buona volontà e scommesso sull’orto sinergico come cura per il nostro suolo. Per il momento ci ha già ripagato con un bel paio di bicipiti nuovi! 😉

Tutto quello che vi diremo è l’evoluzione del primo esperimento dell’anno scorso con due bancali che sebbene posizionati maldestramente ci hanno regalato grandi soddisfazioni con un abbondante raccolto di pomodorini, zucchine, bietole, zucche e cicoria (molto meno i poveri peperoni e melanzane cresciuti all’ombra 🙁 ).

La prima operazione che abbiamo effettuato quest’anno è stata l’aratura seguita da zappatura e fresatura. Tutte e tre sono state effettuate per l’ultima volta. Infatti, come prevede la tecnica di coltivazione sinergica, il terreno non sarà più lavorato. I rivoltamenti, infatti, portano gli organismi anaerobi che vivono nel terreno al contatto con l’aria e viceversa con quelli che si sono sviluppate sul suolo, danneggiandoli entrambi.

Successivamente abbiamo tracciato le linee che ci hanno guidato nella preparazione dei bancali. Il bancale è l’elemento fondamentale di un orto sinergico: si tratta di letto di terra rialzato, largo circa 120 cm e alto al massimo 60, su cui si pianta e si semina secondo uno schema, dispondendo le piante sia sulla sommità che sulle sponde. I bancali vanno disposti, di solito, seguendo le linee di livello del terreno, in direzione Nord-Sud.

Tra un bancale e l’altro vanno previsti dei “camminamenti” larghi 50 cm. La nostra esperienza dell’anno scorso, però, ci ha portato a fare dei passaggi larghi un metro. Fortunatamente abbiamo abbastanza spazio ed abbiamo preferito approfittarne per lavorare più comodamente.  I passaggi si tracciano spalando la terra “sciolta” riversandola sul bancale per ottenere l’altezza desiderata.

Un altro colpo di fortuna, quest’anno, è stato quello di disporre di un cumulo di balle di paglia abbandonate da 4 anni nelle immediate vicinanze dell’orto. Spostando la paglia superficiale abbiamo, praticamente, trovato una miniera di compost, già pronto e umido. Se avessimo trovato una montagna d’oro saremmo stati meno felici. Ne abbiamo approfittato per arricchire i nostri bancali con uno strato di humus che speriamo ne migliori la fertilità!

 

Dopo aver preparato la terra abbiamo installato il sistema di irrigazione che è composto da due tubi “ad ala gocciolante” installati sulla sommità di ogni bancale a 10 cm dalle sponde. Qui esistono varie tecniche e soluzioni: dal fai da te più puro all’acquisto di sistemi già pronti. Noi abbiamo deciso di comprare dei tubi morbidi già forati dopo l’esperienza positiva dell’anno scorso. Non solo, a monte dell’impianto abbiamo installato una cisterna d’acqua che ci permette di far decantare e riscaldare la stessa in modo da evitare shock termici alle piante e, sopratutto, di avere sempre una riserva pronta. Stiamo già predisponendo una raccolta di acqua piovana, speriamo di riuscirla a completare al più presto.

L’ultima fase è quella della pacciamatura, cioè la copertura del terreno con materiale pacciamante che può essere paglia, cartone, foglie secche, residui di potature triturati e ogni tipo di materiale che possa assolvere alla funzione di proteggere il terreno e arricchirlo decomponendosi. Nel nostro caso, avendo una grande abbondanza di paglia, abbiamo optato per questa opzione.

Nel prossimo articolo vi racconteremo come stiamo popolando l’orto di piantine!