UPDATE 2022: Ragazzə, le cose cambiano, la vita va avanti e per fortuna in molti casi si evolve. Noi nel frattempo siamo diventati completamente vegani. La verità è che abbiamo capito che il modello di fattoria vegetariana era semplicemente insostenibile. 
Abbiamo dovuto accettare la realtà che gli animali per produrre latte devono procreare e, per quanto ben intenzionati a non uccidere, traumatizzare o sfruttare i capretti, abbiamo capito che la loro “gestione” etica era semplicemente una utopia.

Il salto da vegetariani a vegani è stato naturale e, anche se all’inizio abbiamo sentito un po’ la mancanza del formaggio, ormai sono tre anni che ci sentiamo benissimo ed in pace con i nostri animali e con noi stessi. Non abbiamo più neanche le galline dopo che ci ha fatto visita una volpe, una sera che il Chicken Guard  si era inceppato. Semmai avremo occasione di salvarne qualcuna dal mattatoio, la terremo per compagnia in giardino. 

Siamo diventati vegani per la sostenibilità, per ridurre il nostro impatto sul pianeta e per l’inevitabile empatia che abbiamo sviluppato con gli animali dopo aver vissuto per qualche stagione in loro compagnia.

Lasciamo sul sito il vecchio articolo, come archivio e come traccia di come siamo cambiati, sperando che questo cambiamento possa invitare anche qualcun altro a provarci! Un abbaccio a tutti! 

Come per tutto nella vita non esiste solo un modo giusto e un modo sbagliato per fare le cose, ma esiste un modo per farle assecondando la propria etica (coscienza, spiritualità, etc.).
E questo è il modo che piace a noi!

Quello di cui vi parliamo in questo post è la ricerca di equilibrio tra noi, gli animali con cui viviamo, l’amore per il cibo e la nostra etica.
Noi non mangiamo carne, è stata una scelta abbastanza recente che compirà un anno a Giugno quindi non siamo nessuno per parlare di questo argomento. Vogliamo piuttosto parlare di come questo conviva con il fatto di vivere in una fattoria, circondati da animali che consumano risorse ma che non verranno uccisi per farne cibo, dato che in molti ce lo hanno chiesto.

Le nostre produzioni principali (oltre all’orto) sono uova e latte caprino, che a sua volta trasformiamo in formaggio. Amiamo uova e formaggi e tutti i piatti che li includono per questo abbiamo pensato che il modo migliore per consumarli, imparare di cosa sono fatti e lasciare l’impronta ambientale più leggera possibile fosse produrli in casa! Ma una capra per fare latte ha bisogno di avere i cuccioli…e poi dove li metti se non te li mangi a Pasqua? Noi facciamo così :

  1. Non sono la nostra fonte di reddito principale

    Noi facciamo proprio un altro lavoro, quello che produciamo sotto forma di uova, latte e derivati copre principalmente la nostra sussistenza, nei periodi di grossa produzione riforniamo parenti e amici e quando c’è abbondanza vendiamo in piccole quantità. Abbiamo altre fonti di reddito stabili che ci garantiscono la tranquillità di non dover produrre grosse quantità e di poter avere pochi animali. Questo si traduce in più attenzione divisa su meno animali, più spazio per ognuno, più tempo per fare ricerca e se volete anche più valore per ogni singolo prodotto realizzato.

  2. Controllo delle nascite

    Non lo ripeterò mai abbastanza, castrate (maschi) e sterilizzate (femmine) i vostri animali se non potete prendervi cura di nuovi arrivi! [io Simona] sono figlia di un veterinario, giro nelle sale operatorie da quando ero una bambina e so bene in cosa consistono questo genere di operazioni. Diciamoci la verità la castrazione è un’operazione ambulatoriale, la sterilizzazione è un’operazione chirurgica. Per castrare un esemplare maschio in condizioni normali ci vuole mezz’ora e anestesia locale, per una femmina da un’ora in su e c’è bisogno di anestesia totale. Insomma se non intendete ingrandire la vostra famiglia pensateci in anticipo facendovi i giusti conti tra maschi e femmine e vedrete che in famiglia regnerà l’equilibrio!

  3. Un animale vivo vale più di un animale morto

    Titolo forte, lo so. Un animale ha davvero tanto da dare, crescerlo solo per la sua carne mi sembra riduttivo. Non te lo aspetti ma se dai amore a una capra, riceverai amore caprino, uno queste cose le immagina solo con i cani e i gatti (i gatti manco tanto) ma la verità è che i così detti “animali da cortile” sanno dimostrare altrettanta empatia. Magari state pensando che sono una fricchettona che parla con accento nasale e crede nelle vibrazioni cosmiche degli animali… credete quello che volete, poi però non ricondividete mille volte il video dell’oca che abbraccia la sua padrona! Comunque ci sono anche attività meno “new age” per i vostri animali, i nostri per esempio lavorano per il mantenimento della fattoria. Le capre tagliano l’erba in maniera impeccabile, potano gli alberi e soprattutto liberano l’area dall’edera (problema di cui parlerò in un futuro post). Le instancabili galline liberano dai parassiti, mangiano lumache, larve di zanzara e un sacco di altri insetti che potrebbero danneggiare il nostro orto. Insomma sono una risorsa!

  4. Chiudere il cerchio

    Siamo fortunati lo sappiamo, abbiamo dei terreni di famiglia, ma sono abbastanza sicura che qualunque fattoria che si spacci come tale ne ha almeno un pochino. Noi produciamo quello che gli animali mangiano, il che si traduce in: Cibo gratis per gli animali e Mantenimento in attività dei terreni agricoli. A loro volta gli animali contribuiscono a rendere fertili i terreni destinati alla loro alimentazione con il letame da loro prodotto, non fa una piega.

  5. Facciamo rete

    L’ho messo come ultimo punto ma in realtà è fondamentale, ci piacerebbe riuscire a creare una rete di fattorie (piccole, grandi, minuscole, in appartamento, etc…) con cui poter scambiare servizi e esperienze, per migliorare e rendere più sostenibile il modo in cui viviamo! Sarebbe ipocrita dare i nostri animali a persone che se li mangeranno, per questo vogliamo creare un network sicuro in cui sappiamo che gli animali cresceranno e vivranno una vita serena rendendosi utili nella loro nuova famiglia!