Le ultime parole famose: “Nel prossimo articolo vi racconteremo di come stiamo popolando l’orto di piantine!”.
Poi sono passati quasi tre anni e quell’articolo non è mai uscito, però l’orto l’abbiamo riempito di piantine. L’abbiamo fatto di nuovo prima dell’autunno e poi nella primavera e nell’autunno successivo fino ad arrivare a questo che sarà il quarto anno del nostro orticello.

Purtroppo e per fortuna il nostro lavoro (siamo fotografi, in particolare di matrimoni) dalla metà di aprile in poi ci porta ad essere sempre meno a casa ed a lavorare sempre più intensamente, al punto da aver abbandonato del tutto questo blog. Nel frattempo tante cose sono cambiate, potremmo dire che il mondo intero è cambiato ed oggi che siamo forzatamente a casa a causa di questa triste quarantena da Covid, con la prospettiva di ricominciare a lavorare direttamente l’anno prossimo, abbiamo deciso che potrebbe essere l’occasione di riattivare il blog.

Partiamo facendo il punto di quello che abbiamo capito sull’orto sinergico dopo tre anni di coltivazione.

La pacciamatura è FONDAMENTALE


Grazie alla pacciamatura ed al sistema di irrigazione a goccia, ci sono stati periodi in cui non siamo andati nell’orto per un’intera settimana e volte in cui abbiamo potuto dedicargli solo qualche minuto, ma l’orto ha continuato a produrre ed è rimasto straordinariamente “in ordine”.
La pacciamatura oltre a trattenere l’umidità nel terreno consente di limitare tantissimo le erbe spontanee, che quando spuntano possono essere rimosse molto facilmente. Per dei contadini pigri o saltuari come noi è stata una manna dal cielo! Anche se state pensando di fare un’orto tradizionale e potete concentrarvi su una sola cosa, puntate sulla pacciamatura, non ve ne pentirete.

Le consociazioni e le rotazioni sono importanti, ma si può essere (un po’) flessibili


Esistono tantissimi articoli on line che spiegano le consociazioni tra piante e quali sono le migliori strategie. Eccone alcuni che vi consigliamo di leggere, insieme agli appunti di Emilia Hazelip che abbiamo già condiviso qui.
https://www.ortodacoltivare.it/coltivare/sinergia-consociazioni.html
https://stilenaturale.com/orto-sinergico/
Non ditelo a nessuno, ma in alcuni casi abbiamo trasgredito qualche regola e in fin dei conti la natura ha trovato la sua strada e le piante hanno comunque prodotto.
Certo, cerchiamo di rispettare le rotazioni colturali, cercando di scegliere piante che restituiscono al terreno quello che altre piante tolgono (legumi in gran quantità per l’azoto), ma il nostro approccio è sempre molto rilassato e lasciamo molto fare alla natura!

Non affrettarsi a tagliare subito le piante a fine stagione

E’ iniziato tutto un po’ per dimenticanza e un po’ per la voglia di vedere quello che sarebbe successo, ma fin dal primo anno abbiamo lasciato crescere, andare a fiore e prosperare diverse piante. Così per diversi mesi abbiamo avuto delle cicorie che continuavano a produrre in continuazione, piante di rucola che ogni anno ripartono a primavera, cipolle e porri che dopo aver prodotto dei fiori bellissimi e altissimi fanno ricadere i semi e riprendono il ciclo, cavoli neri che producono per mesi, eccetera. Forse per qualcuno queste cose saranno normali, noi ci siamo entusiasmati nel vedere come il nostro orticello cercasse di perpetuarsi da solo facendoci apprezzare la forza e le strategie straordinarie delle piante. Se non vi crea troppi problemi perdere un po’ di controllo sullo schema dell’orto e un certo grado di disordine non vi turba, potrete godervi lo spettacolo che sapranno offrirvi le vostre piante sotto la loro regia.

Abbiamo lasciato andare a fiore le cipolle l’anno scorso e adesso stiamo cercando di far germogliare una parte dei semi negli alveoli ed una parte direttamente nel bancale

Investite in tubi di irrigazione buoni (ed una cisterna)

Una cisterna da 400 litri ci ha permesso di avere una riserva d’acqua per i giorni più caldi dell’estate e la possibilità di far decantare l’acqua prima di innaffiare, portandola a temperatura ambiente evitando shock termici alle piante.
Inoltre, grazie al sistema di irrigazione a goccia, una volta riempita la cisterna, le operazioni di innaffiatura sono diventate semplicissime come aprire un rubinetto. Così facendo abbiamo innaffiato da una a due volte alla settimana, a seconda delle temperature e grazie alla pacciamatura l’orto è rimasto sempre ben innaffiato!
Riguardo ai tubi: vi consigliamo vivamente di utilizzare quelli rigidi, rispetto ai tubicini morbidi che costano un po’ di meno, ma sono molto più resistenti. Avevamo optato per questi ultimi, ma dopo il primo anno abbiamo dovuto sostituirli tutti perchè in molti punti sono rimasti vittime di roditori, uccelli e “incidenti” di lavorazione. Sono troppo delicati e conviene da subito investire in qualcosa di più robusto.

I tubi rigidi hanno resistito anche alle incursioni dei cinghiali.
La novità di quest’anno è un impianto migliorato e più razionalizzato

Le lumache sono un problema

così come lo sono gli altri parassiti, ma le lumache per noi sono state sicuramente il nemico numero uno. Quando iniziano a prendere d’assalto le piantine giovani resta davvero poco. Abbiamo provato diversi rimedi, non disponendo delle famose anatre, ma nessuno è mai stato davvero risolutivo. Cenere, gusci di uovo e altri rimedi fisici hanno potuto poco, mentre è andata un po’ meglio con dei bicchieri interrati e pieni per metà di birra. La verità è che anche in questo caso la strategia migliore è imitare la natura e piantare più di quello che può sembrare il nostro fabbisogno, tenendo conto di dover spartire parte del raccolto con insetti e animali di passaggio, ma soprattutto…

L’anno scorso è capitato spesso, nonostante le recinzioni che a fine primavera trovassimo i bancali scavati e con la pacciamatura tutta sparsa
Ci abbiamo provato con i gusci, sia polverizzati che messi a “recinto” ma le lumache trovano sempre il modo di arrivare!

Ci vuole pazienza

L’orto, ancora di più quello sinergico, ci ha insegnato che non tutto si può ricondurre ad un’equazione esatta. Che gli imprevisti capitano e parti di raccolto possono andare perdute per mille motivi. Ci ha insegnato che una foglia di insalata continua ad essere buona anche se i suoi bordi sono stati un po’ rosicchiati e che un ortaggio che a prima vista sembra malandato può essere delizioso lo stesso. Siamo in balia del meteo, delle siccità, come delle improvvise grandinate, portate da un clima che noi umani abbiamo contribuito a modificare, lo siamo degli insetti voraci e dei cinghiali, ma tutto questo ci ricorda che abbiamo un posto nel mondo all’interno di un ciclo più grande. Anche sentirsi parte di tutto questo è parte del nutrimento, questa volta della nostra anima.